Cosa fa la banca? Il ruolo degli intermediari finanziari

Cosa fa la banca? La gestione del risparmio da parte degli istituti di credito.

Una delle domande che ci poniamo spesso quando dobbiamo gestire i nostri risparmi è: cosa fa la banca? Il ruolo degli intermediari finanziari è spesso sulla bocca di tutti. Tuttavia sono in poche le persone che sanno realmente come una banca gestisca il nostro risparmio.

Facile gioire quando il numero sul conto corrente cresce. Altrettanto facile è insospettirsi quando il saldo non è quello che ci aspettavamo. Il problema di fondo è che la maggior parte delle volte non ci si chiede da dove provengano quelle variazioni, positive o negative.

L’importanza di conoscere il lavoro degli intermediari finanziari.

Dunque, cosa fa la banca? Sarebbe il caso che tutti conoscessero il meccanismo di lavoro e gestione e investimento che gli intermediari finanziari pongono in atto. Questo perché sicuramente ciò consentirebbe di avere più contezza sulle sorti del denaro depositato. Ma anche perché permetterebbe di essere meno drastici contro il sistema e meno accorti nelle nostre operazioni.

In questa piccola rubrica, allora, vedremo, in maniera basilare, cosa fa la banca quando agisce da intermediario finanziario.

Il passaggio del denaro dalle famiglie alle banche

Le famiglie, intese come soggetti economici, dispongono di un reddito, derivante da retribuzione, rendite o interessi. Esse possono decidere di destinarlo al consumo, acquistando beni, o al risparmio, mettendolo da parte per esigenze future. Una delle forme di risparmio del reddito è appunto il deposito presso una banca o altro istituto di credito. Cosa fa la banca? E’ proprio da quel momento che essa inizia a svolgere la sua funzione di intermediario finanziario.

Attraverso questo passaggio di consegne, il denaro circola dalle famiglie alle imprese attraverso l’intermediazione creditizia delle banche. Le imprese hanno bisogno di denaro per svolgere le loro attività e mantenere attivo il circuito produttivo. Le banche, molto semplicemente, svolgono la funzione di trasferire il denaro dalle famiglie alle imprese, ovviamente ricavando un vantaggio diretto da questa transizione.

Il ruolo degli intermediari finanziari. Le banche tra gli operatori di mercato

Per operatori di mercato s’intendono i soggetti che, dal punto di vista economico-finanziario, hanno esigenze contrapposte. Da un lato le famiglie, che hanno un reddito da utilizzare per soddisfare bisogni o trarre vantaggi. Dall’altro lato le imprese, che chiedono reddito per avviare il proprio circuito produttivo e ottenere un profitto.

Le famiglie sono considerate operatori in avanzo finanziario perché solitamente spendono meno di ciò che hanno guadagnato. Se si ha, ad esempio, uno stipendio di 1500 euro, non si potrà spendere ovviamente più di quella cifra. Al contrario, le imprese sono considerate operatori in disavanzo finanziario perché spesso spendono più di ciò che hanno. Basti pensare ad un’azienda che inizia la sua attività. In principio non avrà denaro in cassa, dunque dovrà spendere risorse non sue, che verranno ad essa prestate proprio tramite il circuito d’intermediazione finanziaria.

I mercati finanziari diretti

L’incontro sul mercato tra le esigenze di chi risparmia e quelle di chi ha necessità liquide avviene proprio grazie all’intermediazione dei soggetti finanziari. In primis le banche, che dunque mediano per lo svolgimento delle operazioni finanziarie che porteranno, si spera, ad un mercato in equilibrio.

Esistono diverse tipologie di mercati finanziari. Quello che interessa i soggetti intermediari bancari si chiama  mercato diretto. All’interno di esso, i rapporti tra operatori e intermediari avvengono mediante condizioni contrattuali concordate in autonomia, cioè sono le parti a stabilirle. A differenza dei mercati aperti, invece, nei quali l’autonomia contrattuale è più limitata poiché le condizioni negoziali sono per lo più standardizzate per tutti.

Il sistema bancario

Il sistema bancario è l’insieme di tutte le banche che operano in un determinato sistema economico. La loro attività, finalizzata al lucro, è estremamente semplice. La banca effettua una raccolta di fondi attingendo dal risparmio delle famiglie. Queste ricevono in cambio, al termine di un dato periodo, una somma di denaro che ricomprende la quota depositata più una maggiorazione. Questa maggiorazione, per la banca, prende il nome di interessi passivi bancari.

Al contempo, la banca provvede a destinare i soldi depositati dalle famiglie alle imprese che ne fanno richiesta. Dopo un certo periodo di tempo, le imprese restituiranno alla banca la somma ottenuta in prestito più un’ulteriore maggiorazione. Tale surplus, per la banca, viene chiamato interessi attivi bancari.

E’ pacifico il dato che la percentuale di interesse attivo richiesto dalla banca per prestare denaro sia maggiore rispetto a quella offerta per ottenere depositi. Di conseguenza, il guadagno della banca sarà dato dalla differenza tra interessi attivi e interessi passivi maturati nelle operazioni bancarie appena illustrate. Peraltro, le banche non sono libere di stabilire l’ammontare delle percentuali di interessi attivi e passivi. La forbice entro la quale muoversi viene fissata dalla Banca Centrale Europea per evitare fenomeni di usura legalizzata.

Cosa fa la banca? La verità sta nel mezzo

Dopo questa attenta e semplicissima analisi, è facile concludere quanto segue.

Spesso l’idea che una banca si approfitti dei risparmiatori e che ci rubi i soldi è un principio pilotato da ideali contrapposti al capitalismo. Nulla da dire sul fatto che a volte i costi delle commissioni per le singole operazioni siano un tantino elevati. Nulla da obiettare sul fatto che gli interessi attivi a volte non valgano la pena di un deposito. O che quelli passivi siano un esborso in più che ci pesa come un macigno sulle finanze.

Ma è anche vero che, escludendo le truffe e i raggiri, che purtroppo sono presenti in ogni campo, banca non può essere sinonimo di furto. I tempi dell’anatocismo bancario sono ormai superati. Inoltre in banca non lavorano solo banchieri signori del denaro, anche padri e madri di famiglia che espletano un servizio in tutta onestà. Nessuno vieta di cercare condizioni migliori o di servirsi dell’istituto bancario che si ritenga migliore. Ma dare la colpa della crisi solo alle banche è un retaggio culturale che dovrebbe essere ormai superato. Altrimenti l’economia rischia davvero di rimanere paralizzata.

Del resto, tutti nella vita abbiamo bisogno di fare almeno un mutuo.