Fido bancario o prestito: cosa conviene al giorno d’oggi?

Fido o prestito: la necessità di scegliere il finanziamento più adatto.

“Ho bisogno di una somma di denaro, non eccessivamente alta, non particolarmente bassa: meglio un fido bancario o un prestito?” E’ questa una delle domande più comuni che ci si pone quando ci si deve rivolgere alle banche per chiedere denaro. A volte, però, senza conoscere bene i benefici o i sacrifici ai quali si va incontro.

 In generale, in passato erano solitamente soltanto le aziende a rivolgersi alle banche per ottenere liquidità. Oppure i privati quando decidevano di mettere su famiglia o di acquistare casa. Le spese da coprire attraverso il sostegno bancario, infatti, riguardavano sempre la stretta attività aziendale, nel primo caso, matrimoni o mutui nel secondo. Oggi le cose sono totalmente diverse, le esigenze di disponibilità economica sono cambiate e si sono ampliate per tutti gli operatori economici. Le imprese hanno spesso bisogno di finanziamenti per acquistare materie prime particolari o macchinari all’avanguardia, per investimenti, per ampliare il proprio ambito operativo. Le famiglie, invece, ricorrono al finanziamento bancario per ogni tipo di esigenza, spese mediche, cambio auto, consolidamento debiti, oggettistica, spese assicurative, ecc…

 Ci si pone quindi il problema di capire quale forma sia più adeguata alle proprie necessità per ottenere la concessione da parte dell’istituto creditizio. Tralasciando casi più impegnativi, che prevedono la stipulazione di mutui per affrontare spese di un certo livello, il dubbio è tra fido bancario e prestito. Quali sono le differenze fra queste due forme di erogazione del credito? Entrambi comportano la restituzione della somma ottenuta e degli interessi maturati, ma ognuna ha le proprie peculiarità. E sono proprio questi tratti specifici che vanno analizzati per comprendere se sia più conveniente puntare all’uno o all’altro strumento di finanziamento.

Il fido bancario: liquidità rapida e continua 

Il fido bancario permette di utilizzare fino ad una certa somma di denaro anche laddove il saldo del proprio conto corrente sia pari a zero. In parole povere, se non abbiamo soldi sul conto, la nostra banca ci consentirà di disporre di un credito ulteriore, solitamente qualche migliaio di euro. Si tratta quindi di un finanziamento relativamente contenuto che ci permette di sostenere piccoli investimenti o spese nel breve arco temporale. Il tutto dietro la restituzione della somma utilizzata, oltre al pagamento dei classici interessi. E’ chiaro che avere una, seppur piccola, linea di credito consente al cliente medio di muovere con celerità e dimestichezza il proprio flusso economico. Ma tra commissioni, tassi e appunto interessi si sta parlando di uno strumento di finanziamento che può rivelarsi particolarmente costoso. Dunque semplice ma oneroso.

E’ vero però che il fido ha un’importante lato positivo, ossia quello di poter utilizzare anche solo una parte della cifra stabilita. Pertanto gli interessi passivi che maturano si calcoleranno soltanto sul quantum utilizzato e non su tutta la somma ricevuta a credito. Dunque una volta ottenuto il denaro, non necessariamente ci si dovrà disimpegnare per l’intero ammontare. Al contrario, bisognerà stare attenti a non sconfinare oltre la soglia del credito concordato, altrimenti la banca potrà avviare un’istruttoria veloce contro il cliente. Solitamente tali procedure vengono avviate in caso di sconfinamenti pari o maggiori a 500 euro, se persistenti da più di 7 giorni consecutivi.

Il prestito: quando il denaro è amico del tempo

 Il prestito, invece, è una somma di denaro che la banca concede ai clienti, solitamente dietro apposita garanzia, somma che dovrà essere però interamente restituita. Trattasi quindi di un importo, talvolta anche abbastanza consistente,  dal quale maturano interessi passivi come nel fido, ma che presenta peculiarità diverse rispetto al fido. La diversità principale sta appunto nel diverso quantum da restituire: se otteniamo un presto dovremo ripagarlo tutto, aggiungendo gli interessi, solitamente mensili. Inoltre, il piano di rientro è in partenza prestabilito. Attraverso il comodo mezzo delle rate periodiche, quindi, il cliente saprà sempre con esattezza quanto pagare al mese e soprattutto il debito residuo ad ogni momento.

A differenza del fido, utile per movimenti di denaro a breve termine, il prestito è quindi più idoneo per investimenti di media o lunga durata. Chiaramente, essendo un finanziamento più impegnativo di altri, la banca tende a tutelarsi con le opportune cautele. Oltre alle già citate garanzie, occorrono un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, ma anche e soprattutto un reddito dimostrabile ed affidabile. Per ottenere un prestito, infatti, bisogna dimostrare all’istituto erogante di essere economicamente credibili e capaci di sostenere finanziariamente il patto creditizio. Tuttavia, si può ricevere il beneplacito dell’amministrazione bancaria anche in condizioni diverse. Opportunamente, infatti, è possibile ottenere il denaro anche non avendo i requisiti citati, a condizione che una terza persona possa garantire sulla solvibilità del credito.

In conclusione: scelgo prima l’obiettivo!!!

 In conclusione, perciò, alla domanda se convenga di più chiedere un fido bancario o un prestito, la risposta è abbastanza scontata. Dipende dallo scopo del finanziamento. Entrambe le forme di accesso al credito consentono di usufruire di risorse generalmente quantificabili in non troppe migliaia di euro. Pertanto è fondamentale chiedersi se si è disposti ad indebitarsi e quali siano le condizioni più favorevoli per accettare questo debito. E’ chiaro che un’impresa o un libero professionista avranno maggior interesse a disporre di liquidità immediata, dunque sarà più idoneo ottenere il fido. Per il privato, invece, per far fronte alle esigenze personali, può rivelarsi più opportuno ricorrere al prestito, sicuramente più veloce e più facile da monitorare.

 Il consiglio quindi è quello di ragionare non tanto sulla cifra quanto sulle condizioni di sostenibilità del debito da accendere. Senza le necessarie competenze per valutare pro e contro della scelta, è sempre meglio rivolgersi ad un consulente esperto in materia piuttosto che improvvisare.